La Rivista
2019
N° 3 - 4 Luglio - Dicembre 2019
Fiducia e certezze contro lo spettro della recessione
09/Novembre/2018
Attualità economiche sociali

L'economia italiana presenta buoni fondamentali, dal risparmio delle famiglie all' avanzo della bilancia commerciale. La priorità resta il dialogo con l'Europa ed evitare il pericoloso isolamento dell'Italia, in un mondo che si fa sempre più interdipendente e in un momento in cui siamo alle prese con un rallentamento della congiuntura economica. "Abbiamo assolutamente bisogno di ispirare fiducia. Le imprese lo sanno."

Questi sono stati alcuni tra i passaggi più rilevanti del discorso del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l'8 novembre, in occasione della cerimonia di consegna delle insegne a 25 nuovi Cavalieri dell'ordine "Al Merito del Lavoro".

Un discorso incentrato sulle priorità, di una platea, quella degli imprenditori, che avverte con preoccupazione lo scontro del Governo con l'Europa, le crisi collegate allo spread, oltre agli antichi problemi mai risolti sul costo del lavoro e la burocrazia.

L'aspetto della fiducia è stato da noi più volte ripreso nelle scorse settimane, a seguito, tra l'altro, del monito del Governatore, Mario Draghi, sulle modalità di comunicazione delle linee programmatiche del Governo italiano, e le relative conseguenze sull'andamento dei mercati.

Fiducia e certezze: senza questi pilastri, l'imprenditore, per esperienza di chi lo è stato e lo è attualmente, non investe, non assume, ed attende gli sviluppi delle dinamiche politiche.

Questo valore non può essere sostituito da nessun incentivo, contributo o sgravio fiscale una tantum.

Tale posizione è stata richiamata, nella stessa celebrazione dal Presidente dei Cavalieri del Lavoro, Antonio D'Amato.

Egli ha affermato che "fiducia e credibilità sono condizioni indispensabili non solo per evitare che i titoli  delle aziende italiani vengano depressi nel loro corso azionario diventando così appetibili obiettivi di acquisizioni speculative.

Fiducia e credibilità sono soprattutto irrinunciabili perché chi deve affrontare il rischio di competere nel mondo abbia voglia e ragioni di investire in Italia."

Il Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, che è intervenuto all'incontro, ha richiamato, forse con sorpresa da parte dei numerosi imprenditori presenti, i valori dell'impresa, proiettandosi verso soluzioni occupazionali che vanno dal venture capital, alle start up, alla digitalizzazione.

Al Ministro, senz'altro, non sfuggirà che, queste prospettive, limitate come risultati nei dati e nelle proiezioni, non potranno mai realizzarsi, se mancano, da parte degli operatori, fiducia  e certezze.

 

 

 

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