La Rivista
2019
N° 3 - 4 Luglio - Dicembre 2019
Diamo il giusto peso ai dati della Commissione UE.
15/Maggio/2019
Politica Economica

La Commissione Europea ci dichiara fanalini di coda nella crescita, vista al ribasso verso lo 0,1%, con un calo degli investimenti  pari al -0,3% sul 2018.

Nella nuova stima il deficit/PIL sale al 2,5%nel 2019, ed al 3,5% nel 2020, non calcolando un aumento dell'IVA che, però, sembra scontato.

Quella prevista dalla Commissione UE,  come da molti altri centri di studio e ricerca, è una situazione ormai accertata, entro la quale si cercano di muovere le linee guida della politica interna al nostro Paese, con vista su elezioni europee imminenti.

Alle spalle di questi numeri, ci sono i risultati di politiche prettamente connesse al welfare, come il Redditto di Cittadinanza e la "quota 100"per le pensioni, capaci di drenare la maggior parte della possibilità di  spesa, per il raggiungimento di obiettivi, fin qui, ignoti, con la sola certezza di aver diminuito le possibilità di intervento in altri settori, in particolare in quello degli investimenti pubblici, capaci di generare occupazione e ricchezza.

Sulle previsioni della Commissione UE bisognerà alacremente lavorare fin dall'estate, cercando di ribaltare una situazione con tendenze piuttosto esplicite, verso il ribasso. In questo senso, lo scontro fra Lega e 5Stelle, che coinvolge sempre più tematiche, non aiuta a creare il necessario clima di fiducia  attraverso il quale generare un aumento di  investimenti e, quindi, di occupazione. 

La Flat Tax invocata da Salvini, per soddisfare una fetta importante del suo elettorato -  quel mondo dell'imprenditoria sempre più stanco ed impaziente delle  sole promesse - è una chimera che si scontra con coperture non più sufficienti ed un debito pubblico in rapporto al PIL che, secondo la Commissione UE, vola a 133,7%quest'anno e al 135,2% per il prossimo.

Il Movimento 5 Stelle lavora nel frattempo al taglio del cuneo fiscale ed al salario minimo, giocando con i danari risparmiati da un Reddito di Cittadinanza che non ha coinvolto i 5 milioni di italiani attesi, ma appena 800 mila persone. Di Maio si è preso anche il merito del "taglio delle pensioni d'oro", poca cosa, quantificabile in appena 300 milioni di euro, capace però di colpire l'immaginario "rancoroso".

In battaglie quotidiane "per la sicurezza" o  contro "l'immigrazione", sempre più attivo sui social media, Salvini arranca, dimostrandosi insofferente verso gli alleati, in un momento di vero e proprio assedio verso il partito che sventolava cappi in Parlamento ai tempi di Mani Pulite, e che in pochi mesi ha dovuto rateizzare 49 milioni di euro sottratti allo Stato, vedendo spuntare avvisi di garanzia da tutte le parti per casi di corruzione.

In questo quadro, il più giovane M5Stelle gode di una verginità - ma anche di una linea interna molto dura sui casi giudiziari -  che la Lega ha perso da anni.

Al di là delle analisi politiche, però, ciò che preoccupa è l'assenza di opposizioni in grado di prendere le redini del Paese nel momento in cui Salvini e Di Maio strapperanno il patto di Governo per una impossibilità di convivenza sempre più evidente. 

Al netto di soluzioni fantascientifiche, con la pressione di un'Europa che non potrebbe sopportare un tasso deficit/PIL pari al 3,5% per il 2020, lo spettro di un Governo tecnico, di transizione, con i suoi tagli lineari e le politiche di austerità, inizia ad essere sempre più probabile.  Il Presidente della Repubblica, in una situazione che rischia di precipitare (spread a 289 punti) non potrebbe ignorare la necessità di certezza e fiducia per gli imprenditori italiani, quanto per gli investitori stranieri, poco interessati agli scontri di partito e più attenti verso linee programmatiche concrete e fattibili.