La Rivista
2019
N° 3 - 4 Luglio - Dicembre 2019
La trasformazione digitale per il futuro dei servizi finanziari.
20/Maggio/2019
Attualità

di Lorenzo Guidantoni

Con l'ingresso della direttiva europea 2015/2366 denominata PSD2 (Payment services directive), è scattata una vera e propria accelerazione verso la digital transformation del mondo bancario. 

Tramite essa, i consumatori avranno sempre nuove opportunità per scegliereservizi diversi da quelli offerte dalle proprie banche, per eseguire operazioni di pagamento, come per richiedere prestiti o effettuare investimenti, oppure per accedere alla propria rendicontazione bancaria.

Dentro queste nuove dinamiche di mercato- nate con l'idea di ampliare il ventaglio di scelte per il consumatore, oltre che per ridurre i costi -  "le briscole" necessarie per vincere la partita della competitivitàappaiono essere fondamentalmente due: 

  1. capacità di innovazione delle banche attraverso le fintech;
  2. possesso dei dati degli utenti (i famosi BIG DATA).

Nel primo punto, l'attivismo delle banche si traduce in forme di partnership con aziende o startup che lavorano in questo settore, ovvero con investimenti nelle stesse, oppure con la creazione di incubatori. Per prepararsi alla rivoluzione digitale imminente, solo il 7% degli Istituti è impegnato nell'acquisizione strategica nel fintech. 

Il punto numero due, invece, ci riporta al caso Unicredit ed alla decisione dell'AD Mustier, con la quale l'Istituto ha sospeso, da marzo 2018, ogni attività pubblicitaria in Facebook con la conseguente disattivazione della propria pagina aziendale.

Il perché di questa scelta conduce a varie risposte: ufficialmente, il caso Cambridge Analytica - con le falle nella privacy di Facebook e l'utilizzo dei dati degli utenti - ha condotto Mustier verso questa decisione drastica. 

Alcuni docenti universitari esperti in marketing, hanno trovato giustificazione nei commenti degli utenti che creerebbero un danno all'immagine della società, portando nel web i singoli casi di insoddisfazione verso i sistemi dell'Istituto. Questa tesi, però, sembra poco solida, essendo ogni azienda soggetta alla critica aspra di consumatori insoddisfatti dalla propria esperienza.

L'ipotesi più convincente riconduce quindi al PSD2 e alla difesa dei dati di Unicredit che sono/erano in possesso di Facebook, attraversoi quali l'azienda di Zuckerberg, sulla base della nuova direttiva, potrebbe, in breve tempo, diventare uno dei più grandi competitor degli Istituti bancari.

Su internet, infatti, il possesso dei dati degli utenti è fondamentalmente in mano ai GAFA (Google, Amazon, Facebook ed Apple), i Big Four che vantano fatturati da capogiro e la possibilità di raggiungere, capillarmente, con le loro offerte mirate, molti più potenziali clienti di una banca tradizionale.

L'importanza dei Big Data si traduce proprio nella conoscenza del cliente: i Gafa conoscendo i gusti, gli acquisti, i sogni (definite "liste dei desideri") di chi usufruisce dei loro servizi, possono formulare offerte finanziarie ad hoc, come dei moderni promotori finanziari, a costo zero.

La strada sembra segnata, a vantaggio dei clienti e con una competizione che si preannuncia sempre più agguerrita fra gli operatori tradizionali e quelli che verranno:  Facebook ha già ottenuto una licenza bancaria in Irlanda, in modo da poter operare in Europa.

Amazon resta attualmente la società più avanzata nel settore bancario, con Amazon Pay (suo portafoglio digitale) che fattura 90 miliardi di dollari annui, con 33 milioni di clienti business in 170 Paesi, e una quantità sempre maggiore di prestiti erogati verso i propri clienti (coloro che vendono attraverso la sua piattaforma).

Le banche tradizionali dovranno attrezzarsi quanto prima per non perdere terreno, e la mossa di Unicredit, forse, dà l'avvio ad una nuova epoca nel settore bancario e finanziario.