La Rivista
2019
N° 3 - 4 Luglio - Dicembre 2019
LA SACE : TESTIMONIANZA DI EFFICIENZA E DI CAPACITA' OPERATIVA
29/Maggio/2019
Attualità economiche sociali

di Lorenzo Guidantoni.

Per un'economia come quella italiana, fortemente collegata all'andamento dell'export, il "Rapporto Export 2019 Sace Simest", che verrà presentato il 30 maggio, a Milano, va considerato come un appuntamento con il futuro.

All'evento saranno presenti il Presidente Sace, Beniamino Quintieri , l'AD Sace, Alessandro Decio, e numerosi altri rappresentanti del mondo finanziario ed economico, per conoscere numeri dal difficile calcolo, con variabili basate sui fragili equilibri socio politici internazionali.

I legami fra Pechino e Washington, oltre all'evoluzione della Brexit e la conformazione della nuova Europa, aprono il campo a due possibilità: un aumento del commercio mondiale pari al +2,5%, nel caso tutto proceda con ordine e distensione; un misero +1.7% se la Brexit dovesse avvenire in maniera "disordinata" e lo scontro tutto tecnologico e finanziario fra Pechino e Washington si inasprisse ulteriormente.

Per il 2019/2020 Sace prevede ancora la tenuta dei consumi in moda, alimentari e arrendamento, con un forte rallentamento delle esportazioni di auto e della meccanica strumentale. L'Italia, in questo senso, è forte di eccellenze storiche rafforzate da investimenti mirati, soprattutto nel comparto alimentari, che tengono relativamente al sicuro molte aziende nostrane. 

Miglioramenti corposi nell'ambito del commercio internazionale sono attesi per il 2020 -2022, con proiezioni che si aggirano fra il +3.2 e il 3.6%.

Per le aziende italiane, il 2018 si è chiuso con un +3.1% dell'export. I beni venduti sono pari a  463 miliardi di euro, a fronte di un PIL che, nel 2018, è stato di 1.753 miliardi di euro. In questo senso, la proporzione dei numeri spiega meglio di qualunque discorso il peso dell'export nell'andamento della nostra economia.

Nel dettaglio, le esportazioni italiane sono cresciute grazie alla domanda della UE (+4,1%, con il traino della Polonia (+6%), ma si ferma al +1,7% nei Paesi extra UE, con un netto calo di beni spediti verso Cina (-2.4%) e Giappone (-1,1%). Crollo delle richieste dal Medio Oriente e dal Nord Africa (-7.4%), a dimostrazione di come costruire un'economia  - o le prospettive di crescita – solo intorno al complesso universo delle  esportazioni, sia un rischio basato sull'andamento di mutamenti geo politici difficili da prevedere ed impossibili da gestire, almeno per un Paese come l'Italia.

In una stagione, che non sembra terminare, di incertezze e recessione tecnica, la nostra economia è stata, in una certa misura, sostenuta dall'export.

Per questa via, si è dimostrata la vitalità delle imprese italiane, impegnate a stare sul mercato, malgrado le difficoltà del contesto internazionali e le basi, non certo solide, dell'economia nazionale.

In questa stima, è doveroso riconoscere il buon lavoro svolto dalla SACE, a supporto delle aziende italiane,  attraverso linee di azione chiare ed incisive.