La Rivista
2019
N° 1 - 2 Gennaio - Giugno 2019
Editoriale
di Ercole P. Pellicanò
Cari Lettori, nel dare il bentornato dalle vacanze estive, premettiamo che, per motivi di carattere organizzativo ed editoriale, questo numero 1 di “Tempo Finanziario” coprirà, eccezionalmente, i primi sei mesi dell’anno.La necessità di concentrare la prima parte del 2019 ha dato l’opportunità di raccogliere numerosi articoli ed interventi, promossi direttamente o indirettamente dalla Testata, che hanno toccato argomenti di grande attualità, economica e politica.
Le ragioni della nuova politica per l'Italia che vuole crescere.
14/Febbraio/2020
Archivio News

a cura della redazione

Mercoledì 27 novembre 2019, all'Avvocatura Generale dello Stato, è stato presentato il libro ‘Le ragioni della nuova politica - per l'Italia che vuole crescere'. A cura di Francesca Zema, edito da Diabasis nella collana Montefalcone, è una raccolta di saggi ad opera di 32 nomi illustri della politica, delle istituzioni, dell'economia e della cultura."Voglio ringraziare sinceramente tutti gli autorevolissimi autori di questa antologia - ha detto Sara Iannone, presidente dell'associazione culturale ‘L'Alba del Terzo Millennio' e ideatrice del libro, nell'aprire la presentazione - li ringrazio uno ad uno perché senza di loro questo progetto non avrebbe mai preso corpo. La chiarezza, la sincerità, la passione e la competenza con cui hanno espresso le proprie riflessioni, dimostrano ancora una volta amore per il nostro Paese, impegno e dedizione nel voler contribuire al suo sviluppo assecondandone e indirizzandone i mutamenti, sempre nel perseguimento del bene comune!" E proprio il concetto di amore incondizionato per il Paese e per le sue Istituzioni è stato ripreso da Paolo Grasso, Avvocato di Stato e segretario generale dell'Avvocatura, nel suo saluto introduttivo. Il presidente Iannone, richiamandosi alle parole di Alexis de Tocqueville sul dispotismo nella sua Democrazia in America, ha voluto ringraziare anche Valerio Arcioni, ideatore e autore della copertina, per aver saputo interpretare pienamente il senso del libro. Dell'antipolica che imperversa in tutto il mondo Occidentale ha parlato Corrado Calabrò, giurista e scritore, presidente onorario del Consiglio di Stato e autore del saggio: "Insofferenza del vecchio, ingannevolezza del nuovo", affermando che "l'antipolitica solleva problemi dei quali la politica non ha intercettato l'incombenza". La politica italiana genera sfiducia, ha detto poi Calabrò, ovunque sui media la verità è intercambiabile con la menzogna, ma da noi la politica fa promesse impossibili, così si è creata una divaricazione profonda fra la ragione del successo elettorale e la capacità di governo. La veemenza porta consensi e il consenso elettorale inebria e porta al delirio d'onnipotenza. Io ho visto, 10 giugno del 1940, il popolo in piazza delirare per la dichiarazione di guerra e tre anni dopo l'ho visto furibondo contro la guerra, solo che era troppo tardi… Giovanni Calabrò, direttore generale per la Tutela del consumatore Agcm, che ha scritto: "Consumer policy dell'Agcm: best practice tra public e private enforcement", ha voluto sottolineare l'importanza per le Autorità di applicare le regole in modo giusto, oltre che corretto, per rendere giustizia al cittadino e rafforzare così la sua fiducia nelle Istituzioni. "La digitalizzazione e l'intelligenza artificiale - ha detto Corrado Clini, già Ministro dell'Ambiente e autore di: "Industria 4.0 e Italia.0" - stanno sostituendo progressivamente il lavoro umano" e le opportunità di lavoro futuro sono nella valorizzazione dell'intelligenza creativa. Citando il presidente della Banca d'Inghilterra che ha individuato l'Italia tra i Paesi che potrebbero avere un grande futuro proprio per le sue carattiristiche culturali, ha sottolineato come questo non stia avvenendo, anzi, abbiamo il 34% di giovani senza lavoro e senza formazione adeguata. Stefano Crisci, avvocato, esperto di Intelligenza Artificiale, ha scritto: "L'intelligenza artificiale al servizio dell'uomo e il controllo etico dell'algoritmo". L'intelligenza artificiale può arrivare a fare qualcosa di simile all'uomo ed è un'occasione per cambiare veramente il mondo, ma noi uomini dobbiamo guidarla e controllarla. L'algoritmo è fatto dall'uomo e deve essere l'uomo a disegnarlo in modo antropocentrico; come indicato anche dall'Europa, deve essere un algoritmo etico. Nei miei studi ho individuato nell'algoritmo il potenziale vulnus, e l'ha fatto anche il Consiglio di Stato con una sentenza in cui afferma che debba essere trasparente, accessibile e oggetto di decisione da parte di un giudice. Non dobbiamo avere paura dell'intelligenza artificiale, ormai c'è e dobbiamo cavalcarla, l'importante è formare i giovani. Il ruolo dell'Arma dei Carabinieri è stato centrale nell'intervento di Tullio Del Sette, Generale di Corpo d'Armata dell'Arma dei Carabinieri, autore di: "L'Italia può tornare protagonista nel contesto europeo e internazionale". Dagli anni '70 a oggi il Paese è progredito, ma ci sono maggiori certezze, maggiori libertà? La risposta non è positiva, ma credo che si possa fare molto e anche l'Arma dei Carabinieri, che accompagna l'Italia dalla sua nascita, può essere determinante; ma una forza di polizia che deve tutelare la sicurezza e quindi la libertà dei cittadini trae il suo sostentamento dalla fiducia. Giusto sottoporla a critiche e giudizi, ma ha bisogno di sostegno rendendola, nel contempo, più trasparente, chiara ed efficiente, più rispondente agli ideali descritti dal presidente Iannone: amore per il nostro Paese, impegno e dedizione nell'accompagnarne lo sviluppo."Tutti noi avvertiamo un senso di inceterzza per un mondo che sta evolvendo in modo così rapido che non riusciamo a seguirlo - ha detto Mariella Enoc, presidente dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù, nel suo: "La politica per il bene comune" - e la tentazione è quella di ritirarci, di difenderci da un futuro che non conosciamo", dalla globalizzazione, da un mondo che non vogliamo affrontare. Il primo passo da fare è non avere paura, ha affermato richiamando le parole di Papa Francesco. L'auspicio è di avere, anche in incontri come questi, giovani con i quali poterci confrontare. Maurizio Fioravanti, Generale di Divisione dell'Esercito Italiano, ha scritto: "Missione Leonte-Unifil: dal Libano la conferma del ruolo primario dell'Italia". Ha voluto iniziare il suo intervento elogiando la figura di Paolo Nespoli, astronauta, già ufficiale nell'Esercito italiano, autore del saggio "Il ruolo delle attività spaziali nel mondo attuale" che non è potuto intervenire alla presentazione. Ha voluto sottolinearne il valore umano e professionale come esempio italiano apprezzato nel mondo. Nell'ambito delle attività internazionali delle forze armate, ha concluso Fioravanti, l'Italia è protagonista nel mondo. Oscar Fiumara, Avvocato generale emerito dell'Avvocatura dello Stato: "La politica italiana tra Inferno e Paradiso". Ha voluto sottolineare il merito del libro "Le ragioni della nuova politica" e dell'omonimo premio a cui si ispira perché esaltano la cultura e la competenza di chi si impegna nella politica e nelle istituzioni. Per questo, ha detto, nella nuova politica auspico un contributo di competenze in base alle quali si possa fare qualcosa di positivo per il Paese. Eugenio Gaudio, Rettore della Sapienza Università di Roma, ha scritto: "Le ragioni della "nuova" politica e la comunicazione contemporanea, ovvero Non desiderare la politica d'altri" con Mario Morcellini, consigliere alla Comunicazione e portavoce del Rettore della Sapienza. Negli anni il dibattito politico si è spostato dai comizi in piazza agli studi televisivi per arrivare, oggi, alla cosiddetta comunicazione liquida: il web e i social. Questo condiziona l'offerta e il modo di partecipare alla politica, ha spiegato Gaudio, porta a all'ndividualismo e alla solitudine del singolo che non si sente più parte un tessuto sociale. Di qui la paura, l'incertezza e una mobilitià che portano ai più recenti risultati elettorali con il rischio di minor democrazia. Un momento più alto di sintesi, ha concluso, si può trovare nell'appartenere a un insieme più grande come un'Europa della conoscenza e non solo economico finanziaria e nell'avere una classe dirigente che si senta più internazionale. Mario Morcellini, nel riprendere e confermare quanto detto da Gaudio, ha descritto gli effetti perversi che sta provocando alla politica, e per estensione al Paese, l'eccesso di sovrapposizione tra comunicazione e politica. Una vera e propria sostituzione che ha privato la politica di specificità, del suo progetto; ha favorito le promesse escatologiche, il populismo che autorizza tutti a gridare ma riduce a tutti il proprio potere di intervento sulla realtà; ha ucciso la partecipazione. Almeno a noi, ha concluso, tocca il compito di dire più verità non possiamo accettare una politica al grado zero di se stessa e non possiamo accettare che la comunicazione sia il surrogato della politica. Facendo riferimento al caso Dreyfus, ripreso nel film di Roman Polanski in programmazione in queste settimane, Angelo Gargani, magistrato, Garante del Contribuente del Lazio, autore di: "La situazione ordinamentale e sociale: le ragioni che impongono una nuova politica", ha sottolineato l'attuale recrudescenza dell'antisimetismo, individuandone le cuse nella fine della politica perché, ha detto, man mano che vengono meno gli ideali democradici, prevalgono odii e rancori, lacerazioni e paure, nell'esasperazione della pretesa dei riconoscimento dei diritti senza alcuna prospettazione dei doveri. Dovremmo iniziare noi da genitori e da nonni a educare i nostri giovani perché le democrazie dipendono dal senso di responsabilità che ogni cittadino ha nei confronti del suo Stato. Luigi Mazzella, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale: "Se questo è un Paese democratico…" Oggi sono tutti d'accordo che abbiamo il peggior governo e la peggiore classe politca che più in basso di così non si può andare. Un tempo potevamo imbracciare i forconi contro il "padrone del vapore", oggi non sappiamo chi sono quelli che reggono le file dell'economia mondiale. Oggi i ricchi possono anche sostenere i moti di protesta, chiediamoci come arrivano in piazza il Movimento delle sardine, il fenomeno Greta, i Gilet gialli… Sono finanziati da qualcuno e non hanno il ruolo di debellare il potere ma di rafforzarlo. Continuare a lamentarci è noioso, proviamo invece a capire quali ragioni abbiano potuto portare l'Italia, la settima potenza mondiale, a crescita zero. Giuseppe Nisticò, direttore generale Fondazione Ebri Rita Levi Montalcini Institute autore di: "Ricerca e sviluppo in Italia: attualità e prospettive in un contesto mondiale", nel ricordare l'attività della ricerca italiana ha voluto citare Polo Chiesi che per primo ha messo in commercio, nel mondo, le cellule staminali. Nonostante in Italia si investa pochissimo per la ricerca scientifica, l'1,2% del PIl, noi italiani, grazie ai giovani e all'ingegno che li caratterizza, siamo quelli che pubblicano di più, che producono di più e che hanno più brevetti, proprio per la nostra capacità creativa e innovativa. Ciò che caratterizza la nuova politica italiana è la fuga dalle elites, ha detto Luigi Tivelli, già Consigliere parlamentare della Camera dei Deputati, riprendendo il suo "L'Occidente tra populismo e dilettantismo", una protesta che si concretizza nell'uno vale uno dei 5stelle e, pur non fondandosi sullo stesso principio, anche quello della Lega è un populismo che non esalta certo la competenza. Di matrice non populista, invece, ma fondato su sincere basi democratiche, sembrerebbe il Movimento delle sardine che, per quanto nato come movimento contro, potrebbe evolvere come movimento positivo per L'italia. Inoltre, Tivelli ha voluto indicare il volontariato quale ragione di nuova politica, oggi, soprattutto quando sopperisce all'inefficienza delle Istituzioni. Raffaele Tamiozzo, avvocato dello Stato, ha scritto: "La sabbia nella clessidra". Nel libro ci sono tre gruppi di considerazioni, ha detto Tamiozzo, la prima è ricerca scientifica, la seconda è la grande validità delle nostre forze dell'ordine e dei nostri militari impegnati nei territori stranieri. Entrambe dimostrano quanto l'Italia debba essere orgogliosa di sé, sono entrambe affermazioni positive che impongono l'Indicativo presente. Quando si parla della terza, della politica, si usano soltanto il Futuro e il Condizionale. Ispirato al Paradiso di Pistoletto e Savarese, Tamiozzo conclude che come l'opera che rappresenta la bandiera del mondo, con le bandiere di tutti i paesi che formano il segno dell'infinito, si deve creare una specie di rete di collegamento che unisca tutti gli uomini che oggi vanno in direzioni diverse, isolati, come raffigurato nella copertina del libro, così potremmo dire di aver raggiunto un obiettivo positivo per la modifica della società attuale e potremmo passare all'uso dell'Indicativo anche nella politica. "Le ragioni che giustificano la necessità della nascita di una nuova politica - ha concluso il presidente Iannone, sembrano essere davvero molte, come emerge dagli interventi dei nostri autori, e per questo è necessario lavorare e impegnarci tutti affinché una nuova politica, mossa da queste ragioni e animata dai valori fondamentali, venga finalmente alla luce per restituire all'uomo la sua centralità". Le riflessioni proposte dagli autori del libro "Le ragioni della nuova politica - per l'Italia che vuole crescere", ciascuno secondo la propria competenza professionale o sensibilità personale, offrono una visione e una via per trovare il futuro migliore per la nostra Italia alla luce delle sfide più urgenti che il nostro Paese deve ancora affrontare in ambito politico, economico, culturale, tecnologico, scientifico e sociale I temi toccati sono numerosi e diversi, dal senso della democrazia al significato di "potere", dall'economia nazionale alla difesa, dai "nuovi" significati di sovranità popolare e di populismo al futuro dell'Europa. Si parla di geopolitica e di globalizzazione ma anche di tecnologia, ricerca e ambiente…