La Rivista
2019
N° 1 - 2 Gennaio - Giugno 2019
Editoriale
di Ercole P. Pellicanò
Cari Lettori, nel dare il bentornato dalle vacanze estive, premettiamo che, per motivi di carattere organizzativo ed editoriale, questo numero 1 di “Tempo Finanziario” coprirà, eccezionalmente, i primi sei mesi dell’anno.La necessità di concentrare la prima parte del 2019 ha dato l’opportunità di raccogliere numerosi articoli ed interventi, promossi direttamente o indirettamente dalla Testata, che hanno toccato argomenti di grande attualità, economica e politica.
La giornata parlamentare del 19 maggio 2020
20/Maggio/2020
Politica

Merkel e Macron propongono 500mld per il Recovery Fund

Un piano di ripresa "ambizioso, temporaneo e mirato" con una potenza di fuoco da 500 miliardi di euro legato al bilancio europeo per rilanciare l'economia del vecchio Continente e affrontare "la più grave crisi della storia dell'Ue". L'asse Parigi-Berlino si rinsalda e Angela Merkel ed Emmanuel Macron mettono sul tavolo la proposta che con ogni probabilità darà una svolta alla risposta europea alla crisi scatenata dalla pandemia di coronavirus. La proposta non scontenta l'Italia, il Premier Giuseppe Conte parla di "un buon passo in avanti che va nella direzione sin dall'inizio auspicata per una risposta comune ambiziosa alla pandemia: una dimensione di 500 miliardi euro di soli trasferimenti è senz'altro un buon punto di partenza, ed è comunque una dotazione di sussidi che si avvicina a quanto richiesto di recente dall'Italia e da altri partner. Da questa somma si può partire per rendere ancora più consistente il Recovery Fund, nel quadro del budget europeo". Plaude anche la presidente della Commissione Ursula von der Leyen che presenterà il piano dell'esecutivo Ue sul Recovery plan legato al Bilancio pluriennale dell'Unione il 27 maggio: "Proposta costruttiva in linea con quella della Commissione". "L'Europa deve rimanere unita e solidale: a questo scopo proponiamo di mettere insieme un fondo temporaneo di 500 miliardi di euro da mettere a disposizione delle spese necessarie" per risollevare l'economia colpita dal coronavirus, annuncia Angela Merkel durante una conferenza stampa in videoconferenza con Emmanuel Macron. "È decisivo", ha aggiunto la Cancelliera che un "tale fondo sia rispettoso dei trattati e che rispecchi l'autonomia dei diversi Stati membri dell'Ue". La novità di rilievo è che i 500 miliardi non saranno prestiti ma dotazioni agli Stati membri e il fondo assegnerà risorse direttamente ai Paesi più colpiti dalla crisi.  

I fondi saranno presi sul mercato e indirizzati ai settori più in crisi, spiega ancora Merkel secondo cui "sarà compito della Commissione lavorare sulla proposta franco-tedesca. Siamo pronti a contribuire perché si arrivi all'unanimità su questo". "I 500 miliardi di euro sono lì per rispondere alla crisi sanitaria ed economica e andranno a settori non solo tecnologici. È una forte risposta economica che aiuterà a combattere la disoccupazione nelle regioni più vulnerabili", aggiunge Emmanuel Macron. La proposta di Parigi e Berlino, secondo il testo dell'accordo, prevede che il fondo sarà "temporaneo e mirato, nel quadro del prossimo quadro finanziario pluriannuale"; la Commissione dovrà finanziarlo con un'emissione di debito comune sui mercati a nome dell'Ue su una base giuridica che rispetti in pieno il Trattato europeo, il quadro finanziario dell'Ue e i diritti dei Parlamenti nazionali. Il piano richiederà anche "un impegno chiaro da parte degli Stati membri per l'applicazione di politiche economiche sane e un programma di riforme ambizioso". Il prossimo passo politico sarà quello di ottenere il consenso di tutti e 27, cosa che il presidente del Consiglio europeo Charles Michel si impegna a fare. Moderatamente entusiasta il presidente del Parlamento europeo David Sassoli secondo il quale il piano franco-tedesco "è un punto di partenza positivo; ora mettiamoci al lavoro per raggiungere l'obiettivo ambizioso indicato dal Parlamento europeo" che aveva approvato una risoluzione in cui si parlava di almeno 1000 miliardi per il Recovery Fund

Per Christine Lagarde il Patto di stabilità deve essere rivisto

Secondo la presidente della Bce Christine Lagarde il Patto di stabilità va rivisto prima che ritorni in vigore. Intervistata dal Corriere della Sera, Lagarde ha detto: "Penso che questa crisi sia una buona occasione di modernizzare le modalità del Patto di stabilità e di crescita, oggi sospeso. In passato sono state fatte delle proposte innovative, in particolare da parte dell'Fmi, che sarebbe utile riesaminare. Ne va misurata la pertinenza e l'efficacia. Credo che i termini del Patto di stabilità e di crescita debbano essere rivisti e semplificati prima che si pensi a reintrodurlo, quando saremo usciti da questa crisi. La priorità, oggi, è aiutare le economie a risollevarsi. Gli Stati stanno spendendo e naturalmente i debiti aumentano; quanto al rapporto fra debito e Pil, crescerà, perché siamo in recessione. Tutti i Paesi al mondo stanno assistendo a un aumento del loro livello di debito: secondo le previsioni dell'Fmi, il debito degli Stati Uniti supererà il 130% del Pil alla fine del 2020, mentre quello della zona euro sarà sotto al 100%. Certo è una media, ci sono differenze tra i Paesi dell'area". 

"Ma per valutare la sostenibilità, non bisogna concentrarsi sul livello di debito rispetto al Pil. Bisogna prendere in considerazione il livello di crescita e i tassi d'interesse in vigore. Questi due fattori sono determinanti. La stabilità dei prezzi è il cuore del nostro mandato, con un'inflazione al di sotto ma vicina al 2%" ha spiegato ancora la presidente della Bce. "In circostanze come quelle di oggi, in cui l'inflazione e le attese di inflazione sono nettamente inferiori all'obiettivo e l'economia è in profonda recessione, la Bce deve perseguire una politica monetaria accomodante quanto necessario per stabilizzare, allo stesso tempo, l'inflazione e l'economia. Dobbiamo intervenire ogni qual volta si manifesti un rischio di restrizione delle condizioni finanziarie. E dobbiamo assicurarci che la politica monetaria si trasmetta a tutti i Paesi dell'area euro, in tutti i settori. È la ragion d'essere di quel nostro strumento eccezionale che è il Pandemic Emergency Purchase Programme (Pepp)".

La politica va in pressing di Fca dopo la richiesta di 6,3mld 

"Condizioni aggiuntive e stringenti" sugli investimenti, l'occupazione e il mantenimento della produzione in Italia: mentre non si placa la bufera politica sul prestito da 6,3 miliardi di euro a Fca con le garanzie pubbliche, benedetto dalla Borsa, il Ministro dell'Economia Roberto Gualtieri assicura che lo Stato ha chiesto impegni precisi alla società. "Abbiamo detto a Fiat che con il prestito ci devono pagare investimenti in Italia", ha spiegato, e "abbiamo detto no a delocalizzazioni. La garanzia dello Stato è legata a queste condizioni". Il Governo avrebbe dunque già risposto a sindacati e forze politiche che chiedono con forza, quasi all'unisono, che il prestito abbia come condizione l'impegno a garantire l'occupazione negli stabilimenti italiani. A Piazza Affari il titolo vola in Borsa e chiude la seduta di apertura della settimana con un +8,19%, a 7,79 euro. "Tutti i prestiti alle imprese, come quello richiesto da Fca, devono avere delle condizionalità precise: che siano finalizzati, che non ci siano delocalizzazioni, che vengano garantiti i livelli occupazionali, che non si chiudano stabilimenti", afferma il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. Il Ministro per il Sud Giuseppe Provenzano spiega che "il Governo ha previsto nei vari decreti alcune condizionalità, e precisamente: avere sede legale in Italia, non distribuire i dividendi, impegnarsi a orientare quei finanziamenti a tutelare occupazione e capacità produttiva nel nostro Paese. Fca oggi non è (più) un campione industriale italiano ma una multinazionale con investimenti in tutto il mondo, sede legale a Londra e fiscale in Olanda. Nessuno, al di fuori di alcuni alti dirigenti dell'Agenzia delle Entrate e del management internazionale di Fca, conosce con esattezza come sono distribuiti i profitti delle varie filiali e come ripartisce il carico fiscale nei vari Paesi in cui opera". 

Difende la scelta del Governo il capo politico del M5S Vito Crimi: "Assistiamo al surreale dimenarsi da parte di chi era al governo quando Fca aveva deciso di postare la sua sede all'estero. Se qualcuno ritiene che sia necessario imporre ulteriori condizioni, avanzi una proposta: noi siamo pronti a sostenerla". "Noi difendiamo l'Italia, lo sviluppo, il lavoro. Questo è il filo conduttore di tutte le nostre azioni. Mai come in questa fase è giusto e necessario mettere in campo tutti gli strumenti possibili per favorire gli investimenti e salvaguardare l'occupazione in Italia", concorda il segretario del Pd, Nicola Zingaretti. Non ha dubbi sulla legittimità della richiesta di Fca Matteo Renzi: "Se chiede un prestito alle banche da 6.3 miliardi per investire in Italia e tenere aperte le fabbriche questa è una buona notizia. Evocare i poteri forti e gli interessi dei padroni è ridicolo. Mi sarei preoccupato se non lo avesse fatto".  Sulla necessità di uno stretto rapporto tra il prestito ottenuto e il rafforzamento della presenza in Italia insistono anche le forze politiche dell'opposizione. Per Giorgia Meloni "visto che Conte fa un dpcm su qualunque cosa, potrebbe fare un bel decreto per dire quelle risorse le prendi se sono vincolate in Italia. Se no niente".  

Al Senato

L'assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 16.30 per le comunicazioni del Presidente sul calendario dei lavori

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà il decreto sulle misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19. La Giustizia svolgerà alcune audizioni sul decreto legge per la funzionalità dei sistemi d'intercettazioni di conversazioni e comunicazioni, ulteriori misure in materia di ordinamento penitenziario, nonché disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia civile, amministrativa e contabile, e misure urgenti per l'introduzione del sistema di allerta COVID-19. La Finanze esaminerà i disegni di legge sul recupero dei crediti in sofferenza. La Commissione Istruzione proseguirà l'esame del decreto relativo alle misure urgenti sulla regolare conclusione e l'ordinato avvio dell'anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato. L'Agricoltura svolgerà alcune audizioni sull'affare assegnato relativo ai danni causati all'agricoltura dall'eccessiva presenza della fauna selvatica e successivamente si confronterà sugli affari assegnati relativi alle nuove biotecnologie in agricoltura e alle problematiche della filiera bufalina. 

La Commissione Industria svolgerà diverse audizioni, tra cui quella del Ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli, sull'affare assegnato sulle iniziative di sostegno ai comparti dell'industria, del commercio e del turismo nell'ambito della congiuntura economica conseguente all'emergenza da COVID-19. La Lavoro ascolterà i rappresentanti di ABI, i Presidenti dell'INPS e dell'INAIL sull'affare assegnato relativo alle ricadute occupazionali dell'epidemia da Covid-19 e sulle azioni idonee a fronteggiare le situazioni di crisi e la necessità di garantire la sicurezza sanitaria nei luoghi di lavoro. La Territorio esaminerà e svolgerà diverse audizioni sugli atti del Governo relativi al pacchetto economia circolare e si confronterà, in sede deliberante, sul disegno di legge relativo alle disposizioni per favorire i processi di riciclaggio del polietilentereftalato utilizzato negli imballaggi per alimenti. La Politiche dell'UE proseguirà il ciclo di audizioni sulla legge di delegazione europea; alle 14.00 ascolterà il Ministro per il Sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano sull'affare assegnato sull'utilizzo dei fondi strutturali e d'investimento europei, capacità di spesa e raggiungimento degli obiettivi.

L'Aula della Camera

L'Assemblea della Camera tornerà a riunirsi a partire dalle 10.00 per l'esame di alcune proposte di legge di ratifica, tra cui l'Accordo UE-CEEA-Armenia, la Convenzione quadro del Consiglio d'Europa, la Convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro e la Convenzione istitutiva dell'osservatorio Square Kilometre Array. Alle 16.00 esaminerà le mozioni per il superamento delle limitazioni delle liberà costituzionalmente garantite e delle criticità normative emerse in relazione alla gestione dell'emergenza da COVID-19, il disegno di legge relativo alla sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni, la proposta di ratifica dell'accordo Italia-Mozambico di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica, dell'accordo UE-Confederazione svizzera sui programmi europei di navigazione satellitare, e dell'accordo Italia-Australia di cooperazione scientifica, tecnologica e innovazione. 

Le commissioni della Camera

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà il decreto sulle consultazioni elettorali per l'anno 2020. La Giustizia svolgerà delle audizioni sulla protezione dei dati personali in relazione al sistema di allerta Covid-19. La Esteri ascolterà il direttore Esecutivo del Fondo globale per la lotta all'Aids, la tubercolosi e la malaria Peter Sands sulle risoluzioni sul ruolo della cooperazione multilaterale nella risposta internazionale alla pandemia da Covid-19. La Finanze, assieme alla Attività Produttive, proseguirà le votazioni degli emendamenti al decreto liquidità. La Ambiente svolgerà delle audizioni nell'ambito dell'esame di diversi schemi di decreto legislativo come quello sul pacchetto economia circolare in materia di veicoli fuori uso, di pile e accumulatori, e quello sulle discariche di rifiuti e imballaggi. Infine l'Agricoltura ascolterà i rappresentanti dell'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA) sulle problematiche del comparto agricolo connesse all'emergenza epidemiologica in corso.

Fonte: NOMOS