La Rivista
2018
N° 3 - 4 Luglio - Dicembre 2018
Le insidie del web e l’educazione finanziaria
Ercole P. Pellicanò
Una lettera indirizzata ad Aldo Cazzullo, apparsa sul Corriere della Sera del 23 novembre 2018, stimola qualche riflessione. Un lettore chiede se l’utilizzo sfrenato del web possa portare una perdita di autorevolezza della cultura, di opportuna selezione politica ed altro.
Le bugie su Berlusconi
11/Dicembre/2018
Attualità

In un articolo dell'8 dicembre u.s., apparso sul Corriere della  Sera, vengono riportate, fra le altre, due affermazioni di Silvio Berlusconi. Egli, stizzito da alcune voci sulla sua persona, da sempre ricorrenti, ha ribadito "sto scrivendo tutte le bugie dette su di me: come che sarei basso, quando sono più alto di Mussolini; inoltre, il titolo di Cavaliere non l'ho mai perso".

Riteniamo giusto confermare, qualora ce ne fosse il bisogno, la verità di quanto affermato da Silvio Berlusconi.

Sul tema dell'altezza chi ha avuto il piacere di stargli accanto può testimoniare il metro e settanta rivendicato dal leader di Forza Italia. Quello che viene da chiedersi più che altro, è se, nell'epoca del politically correct, sia etico per certa stampa fomentare discriminazioni, qualora ce ne siano mai state, di natura fisica.

Altresì, riguardo il Cavalierato, confermiamo che egli lo è appieno titolo, dal momento che l'alto riconoscimento viene dato per decreto dal Presidente della Repubblica e si può cancellare solo con un nuovo, apposito decreto : cosa mai avvenuta!

Silvio Berlusconi non fa parte della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, che, però, non ha nulla a che vedere con l'assegnazione del titolo.

La Federazione è un'associazione sostenuta dai Cavalieri del Lavoro, la cui finalità è quella di tenere alti i valori dei Cavalieri e di darne visibilità attraverso eventi e manifestazioni. Attualmente, a causa degli avvisi di garanzia ricevuti nel corso degli anni, Silvio Berlusconi non ne fa parte, con autosospensione avvenuta nel marzo 2014, ed in linea con il Codice Etico della Federazione.

Per completezza d'informazione, gli unici Cavalieri del Lavoro ad aver perso il titolo – sempre per decreto del Presidente della Repubblica – sono stati Callisto Tanzi ed un esponente della famiglia Caltagirone, poi riabilitato post mortem.

 

 

Le opinioni espresse nelle news sono a cura della direzione e non coinvolgono assolutamente i membri del comitato scientifico di Tempo Finanziario.