Il futuro è oggi!
01/ottobre/2018
Attualità economiche sociali

Il mondo economico e produttivo si trova in un periodo di rivoluzione interna dovuto alla spinta del mondo digitale e delle nuove tecnologie.
Questo processo porterà ad una evoluzione positiva o c'è il rischio di una involuzione socio economica?
L'apporto delle tecnologie darà una spinta al miglioramento della produttività e della fruibilità di prodotti e servizi o taglierà posti di lavoro a solo vantaggio del profitto?
Additive Manufacturing, Intelligenza Artificiale, Robotica collaborativa, Big Data, Veicoli Autonomi ed elettrici, Blockchain, Fintech, Ciber Security, sono alcune delle parole chiave di una nuova era tecnologica.
La rivoluzione digitale, la quarta rivoluzione industriale, è soprattutto una sfida per le imprese e la società nel suo complesso.
Essa richiederà forti cambiamenti non solo nella gestione delle imprese ma anche nella policy, nei rapporti fra le componenti della società e con le istituzioni.
Si è aperta una nuova fase nella quale saranno le imprese più veloci e capaci di anticipare il futuro a poter competere nel mercato globale.
Rapidità decisionale, innovazione e digitalizzazione, sono queste le parole nuove del mondo imprenditoriale.
Il ritmo di crescita dell'innovazione degli ultimi cinquant'anni, d'altronde, ha già superato quello della storia dell'umanità e la priorità resta quella di spingere all'innovazione le imprese. Unioncamere ha calcolato che entro il 2020 si creeranno 2,5 milioni di posti di lavoro di cui 800 mila saranno legati al mondo del digitale.
Secondo i dati in possesso al CEO di EY Italia, Donato Iacovone, l'85% delle PMI è, però, ancora inadeguato al mondo digitale e incapace di sfruttarne le potenzialità, mentre i giovani laureati con le competenze necessarie spesso emigrano all'estero (81 mila nel 2016, + 11% rispetto al 2015).
Nel suo ultimo libro "L'innovazione non chiede permesso. Costruire il domani digitale" Luca Tomassini - Fondatore, Presidente e AD del Gruppo Vetrya, azienda leader nel settore del digitale-
presenta lo stato dell'arte di oggi e un quadro sull'orizzonte di domani, mettendone in luce le potenzialità cosi come le possibili minacce derivanti dall'uso delle nuove tecnologie, nel nostro quotidiano, quanto nel mondo del lavoro.
In questo senso, il titolo del libro di Tomassini riassume bene la realtà incontrovertibile dei fatti "L'innovazione non chiede permesso", e l'opportunità, quanto la necessità di "costruire il domani", a misura e servizio dell'uomo.
Se l'Italia saprà cogliere l'opportunità imperdibile presentata dal mondo digitale, potrà, forse, recuperare rapidamente lo scarto che la separa da altri Paesi europei, contribuendo a pieno titolo al ridisegno di un'Europa che continua ad essere alla ricerca di forza e coesione.