La Rivista
2018
N° 3 - 4 Luglio - Dicembre 2018
Le insidie del web e l’educazione finanziaria
Ercole P. Pellicanò
Una lettera indirizzata ad Aldo Cazzullo, apparsa sul Corriere della Sera del 23 novembre 2018, stimola qualche riflessione. Un lettore chiede se l’utilizzo sfrenato del web possa portare una perdita di autorevolezza della cultura, di opportuna selezione politica ed altro.
Bianco o nero, per me pari sono?
06/Febbraio/2019
Attualità economiche sociali

Il Redditto di Cittadinanza, cavallo di battaglia del M5S, è ormai prossimo al suo debutto.Dopo aver criticato il Jobs Act e la Legge Fornero, di matrice PD, l'impatto che avrà sull'economia l'introduzione del Reddito è un punto di svolta nel giudizio dell'opinione pubblica sull'operato del Governo, soprattutto per quell'elettorato più vicino alle idee del Movimento.

Insieme all'attesa, cresce la confusione intorno al numero dei beneficiari, per il quale si è aperto l'ennesimo aspro confronto fra Di Maio, l'Inps e l'Istat.

Il Ministro ha parlato di 1,7 milioni di famiglie coinvolte i due Istituti, da parte loro, hanno conteggiato solo 1,3 milioni di famiglie, divergendo esclusivamente sui singoli beneficiari (difficilmente calcolabili), che variano dai 2,7 milioni dell'Istat, ai 2,4 milioni, secondo l'INPS.

La domanda per richiedere il Reddito di Cittadinanza si potrà fare on line, dal 6 al 31 marzo, oppure rivolgendosi alle Poste o ai Caf. 

Altresì, al netto di un numero di requisiti davvero difficili da soddisfare, il problema del lavoro nero, soprattutto al Sud, rischia di mandare in "crush" un sistema di assegnazione, sulle cui modalità innovative, la lenta e tanto criticata macchina statale sarà già messa a dura prova. Per risolvere il problema e scoraggiare i più furbi, già da mesi il Governo ha assicurato un rigido controllo da parte della Guardia di Finanza. Realisticamente, nel Paese dove si evade più IVA in Europa, l'ulteriore aggravio di lavoro per la GdF lascia qualche dubbio sui possibili risultati.

Oltre all'opinione pubblica, anche i mercati, sempre più attenti alle dinamiche interne della politica italiana, osserveranno gli sviluppi di questa Riforma che difficilmente, vista la tempistica, potrà essere giudicata, nei suoi effetti, prima della seconda parte dell'anno.

La Confindustria, intanto, continua a non condividerne le modalità, specificando criticità ben precise nel progetto presentato:

  •  importo troppo elevato, che scoraggia la ricerca di un lavoro, soprattutto al Sud; 
  • impreparazione dei centri per l'impiego, i quali, nel 2017, secondo dati Istat, hanno trovato lavoro solo ad un disoccupato su quattro; 
  • a fronte di incentivi per l'azienda che vanno dai 5 ai 18 mesi, vincoli troppo restrittivi per chi assume un percettore di reddito.

Fra perplessità e critiche, il Ministro Di Maio ha comunque annunciato la realizzazione di 3 milioni di carte RdC, sulle quali a fine aprile verrà caricato l'importo spettante.  Per quello che riguarda gli effetti di una delle riforme più attese degli ultimi anni, non resta dunque che aspettare. 

Un'ultima riflessione. Pochi giorni fa, il Censis ha divulgato questi dati: 

  • nel 1997, "i giovani di 15-34 anni rappresentavano il 39,6% degli occupati, nel 2017 sono scesi al 22,1%. Le persone con 55 anni e oltre erano il 10,8%, ora sono il 20,4%";
  • negli ultimi venti anni "il reddito individuale da lavoro dipendente degli operai è diminuito del 2,7%, quello degli impiegati si è ridotto del 2,6%, ma quello dei dirigenti è aumentato del 9,4%.

Le retribuzioni da lavoro dipendente degli impiegati sono quindi sempre più schiacciate su quelle degli operai e ancora più distanti da quelle dei dirigenti.

Riflessione:in un Paese che presenta uno schiacciamento verso il basso del reddito da lavoro dipendente, oltre ai problemi di flessibilità e la recessione tecnica in atto, indirizzare 8 miliardi di euro ad una platea così incerta, dimenticando la middle class, quella che da sempre paga tasse e muove consumi più di ogni altra, quali effetti può avere ? Siamo sicuri che il Reddito di Cittadinanza non sia altro che un "welfare d'urto" capace solo di allargare, mese dopo mese, il numero dei richiedenti, e non "una importante leva per il rilancio dell'economia", come sostenuto da più parti?

Le opinioni espresse nelle news sono a cura della direzione e non coinvolgono assolutamente i membri del comitato scientifico di Tempo Finanziario.